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Ponti sotto esame a Genova: 100 già ispezionati, 400 entro aprile. Ma esplode la polemica sui fondi per monitoraggi e manutenzioni

Dopo l’interrogazione a Tursi del M5S, l’assessore Ferrante fa il punto su ispezioni e monitoraggi: accordo quadro da 3,5 milioni a lotto, primi contratti per 1,4 milioni già avviati, 100 strutture controllate e 400 entro aprile; altri 3 milioni per digitalizzazione e sistemi di gestione. Mesmaeker rilancia la polemica: «Il vero contendere sono i quasi 50 milioni che il Comune chiedeva di usare per monitoraggio e prime manutenzioni: sono risorse legate al risarcimento post Morandi. Su manutenzione puntuale, in questi anni, si è fatto troppo poco»

Genova prova a mettere ordine – e soprattutto metodo – nella sicurezza di ponti, impalcati e cavalcavia con un piano che unisce ispezioni sul campo, verifiche tecniche approfondite, monitoraggi strumentali e una gestione digitale del patrimonio infrastrutturale comunale. L’assessore Massimo Ferrante snocciola numeri, cronoprogrammi e accordi quadro: Marco Mesmaeker (Movimento 5 Stelle) trasforma la risposta tecnica in una polemica politica nei confronti della Regione sul tema fondi, puntando il dito sui “quasi 50 milioni” che il Comune aveva chiesto da mesi per avviare monitoraggi e prime manutenzioni, ma che la Regione sta bloccando, anche se il soggetto destinatario dei ristori del Ponte Morandi è il Comune.

La risposta di Ferrante: ispezioni già partite e accordi quadro per completare il 2026

Ferrante spiega che, per rispettare le linee guida che prevedono nel 2026 il completamento delle prime ispezioni su tutto il patrimonio di competenza comunale, il Comune ha aggiudicato un accordo quadro su due lotti territoriali (Centro Est e Centro Ovest) dedicato all’attività ispettiva, con importo massimo per lotto di 3,5 milioni di euro.

I primi contratti attuativi sono stati finanziati con risorse comunali per circa 1,4 milioni e le attività sono già operative: da metà ottobre sono in corso le ispezioni sugli impalcati ritenuti prioritari.

Il bilancio del lavoro già fatto, secondo l’assessore:

  • circa 100 strutture ispezionate;
  • informative su circa 30 strutture da attenzionare;
  • obiettivo: arrivare a circa 400 strutture entro fine aprile.

A valle delle ispezioni, il Comune ha anche aggiudicato un secondo accordo quadro (sempre su due lotti) per le verifiche accurate e i servizi connessi che discenderanno dagli esiti delle ispezioni, con importo massimo di aggiudicazione pari a 3,93 milioni per ciascun lotto. Potrà diventare operativo nella prima parte del 2026 per le verifiche ritenute prioritarie, in base alle risorse disponibili.

La spinta digitale: 3 milioni per gestire dati, controlli e priorità

Parallelamente, Ferrante richiama un finanziamento specifico da 3 milioni di euro legato al progetto “Genova Gestione Ponti” (PN Metro Plus), destinato a costruire un sistema di gestione del patrimonio: censimento e digitalizzazione archivi, utilizzo di un sistema digitale di gestione dei ponti già operativo per le ispezioni, rilievi dei manufatti senza documentazione progettuale, gare per sistemi di monitoraggio e piattaforme di supporto alle decisioni.

Sono stati anche affidati servizi per installare ulteriori sistemi di monitoraggio strumentale su alcune strutture (tra cui via Gaetano De Sanctis, via Vallecrosia, corso Europa – Castagna, via Martiri del Turchino).

Sul fronte progettazioni e manutenzioni, vengono citate gare e candidature ministeriali per interventi mirati (corso Europa sul torrente Sturla, nodo Bolzaneto, ponte via Martiri del Turchino, ultimo tratto a levante di corso Europa).

Manutenzioni strutturali: progettazioni in gara e richieste di fondi al Ministero

Sul fronte degli interventi inseriti nel Piano triennale dei lavori pubblici, Ferrante elenca alcuni passaggi operativi già avviati.

  • È in corso la gara per la progettazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, con opzione per la progettazione esecutiva, dell’intervento di manutenzione straordinaria dei viadotti di corso Europa 9_007A e 9_007B sul torrente Sturla. Quadro economico dell’appalto base circa 304.000 euro, opzione per la progettazione esecutiva circa 160.000 euro.
  • È stata proposta al Ministero la candidatura per il finanziamento della progettazione di tre interventi:
    1. Nodo di Genova Bolzaneto: manutenzione straordinaria (stima progettazione tra progetto di fattibilità tecnico-economica e progetto esecutivo circa 351.000 euro);
    2. Ponte di via Martiri del Turchino: manutenzione strutturale (stima progettazione circa 469.000 euro);
    3. Corso Europa, ultimo tratto a levante: manutenzione straordinaria del cavalcavia, seconda fase (stima progettazione circa 407.000 euro).

La polemica di Mesmaeker: “Il contendere sono i quasi 50 milioni”

Accanto alla fotografia tecnica, Mesmaeker sposta l’attenzione sul tema fondi e sul contesto: “Gli impalcati sono numerosi, perché Genova per la sua conformazione territoriale ha diversi viadotti, impalcati e infrastrutture che hanno bisogno di urgente manutenzione”, sottolinea, ricordando anche l’età di molte opere: “Molti sappiamo che risalgono agli anni Sessanta”.

Poi arriva il punto politico: “Il contendere è sui quasi 50 milioni che già la Giunta Salis aveva richiesto diversi mesi fa, già quest’estate, che fossero impiegati per il monitoraggio e per una prima manutenzione di queste infrastrutture”.

Mesmaeker lega quelle risorse al risarcimento dopo il crollo del Morandi: “Questi 50 milioni sono una parte di un risarcimento che ASPI, Autostrade per l’Italia, fa verso il Comune di Genova… in seguito alla strage e al crollo del ponte Morandi che viene riversato sulla città”. E chiude con una critica secca sulla precedente “gestione” comunale : “Sulla manutenzione puntuale, anche dei piccoli cavalcavia, dei ponti, dei manufatti, in questi ultimi anni è stato fatto molto poco, nonostante ci sia stata una delle più grandi tragedie infrastrutturali di questo paese, in questa città”.

Appena qualche giorno fa, l’assessore Ferrante e la sindaca Silvia Salis erano andati in prefettura per chiedere di nuovo quei fondi. Il Comune chiede di usare circa 48 milioni residui dei ristori post Morandi (oggi destinati a digitalizzazione/smart city), ma la Regione è contraria a rimodulare l’accordo.


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